La dieta a zona

dieta a zona

La dieta a zona è senza dubbio una delle più conosciute, perché rappresenta uno dei modi più efficaci per dimagrire, per diminuire il rischio di infiammazioni e malattie croniche e per rallentare l’invecchiamento cellulare. Creata dal dottor Barry Sears, questa dieta propone un’alimentazione che si ritiene stimoli la produzione degli eicosanoidi, cioè di quegli ormoni buoni che sono in grado di migliorare le funzioni dell’organismo.

I principi fondanti della dieta a zona

Di dieta a zone esempi ne è pieno il web. Ad ogni modo, per ora vi basti sapere che questo regime alimentare ruota attorno al calcolo della percentuale di massa grassa individuale e del livello di attività fisica svolta. In linea di massima, il dottor Sears indica comunque che i pasti quotidiani dovrebbero essere composti per un 40% del totale di carboidrati, per un 30% di proteine e per il rimanente 30% di grassi buoni.

Per quanto riguarda le proteine, il riferimento, naturalmente, va a quelle derivanti dalle carni bianche come il pollo, il tacchino e il coniglio, ma vanno bene anche quelle del pesce (salmone, sgombro, sardine e tonno), delle uova e dei legumi. Per quanto concerne i carboidrati, la dieta a zona suggerisce di limitare fortemente pasta, pane e riso favorendo frutta e verdura; mentre per quel che riguarda i grassi, il consiglio è di preferire quelli buoni come l’olio extravergine di oliva, le noci e le nocciole.

Da mettere al bando, poi, lo zucchero in tutte le sue forme, così come quello contenuto in pane, pasta, riso, cereali, bevande, alcol e succhi di frutta; anche per questo i frutti ricchi di zucchero quali prugne, fichi, banane e uva non andrebbero mangiati, così come andrebbero evitate verdure come il mais, le carote, i piselli e le patate. E’ comunque imprescindibile organizzare l’ arco della giornata in 5 pasti, di cui 3 principali 2 piccoli spuntini, e fare in modo che tra un pasto e l’altro passino almeno 4-5 ore. Infine è fondamentale bere spesso, magari un bicchiere d’acqua ogni 15 minuti.

Dieta a zona: capire il sistema dei blocchi

Prima di analizzare un esempio di menu, bisogna chiarire un aspetto fondamentale della dieta a zona: il suo funzionamento, che come scopriremo di qui a breve si basa su un sistema a blocchi. Ecco perché spesso la si incontra con il nome di “dieta a zona 11 blocchi”. Ma cosa sono di preciso questi blocchi e come si ottengono?

Considerate che un pasto da un blocco è formato da un alimento scelto nel calderone delle proteine, uno scelto dai carboidrati e uno scelto dagli alimenti grassi. Un pasto di due blocchi invece è formato da due alimenti scelti da ciascun elenco, un pasto di tre blocchi è costituito da tre cibi scelti per ogni elenco e così via, fino ad ottenere appunto la dieta a zona 11 blocchi che se vogliamo è la più utilizzata. Se considerate infatti che una giornata si compone di almeno tre pasti principali, a cui si aggiungono gli spuntini, e se considerate che ciascun pasto può essere formato anche da tre blocchi (come il pranzo e la cena), ecco che agli 11 ci si arriva piuttosto presto!

Il calcolo della dieta a zona è la parte più importante da affrontare, perché è proprio quello che serve per partire poi con la scelta degli alimenti. Il calcolo, però, non è sempre cosa facile perché non tutti sanno di quanti blocchi hanno bisogno per dimagrire. Per regolarsi col calcolo dei blocchi andrebbero presi in considerazione diversi elementi tra cui la circonferenza di fianchi, vita e polso, nonché altezza, peso e stile di vita. E’ proprio per l’eterogeneità e la complessità del calcolo che la regola per così dire generale parla di 11 blocchi per le donne e di 14 blocchi per gli uomini, anche perché questi valori rappresentano i livelli minimi sotto i quali non si può neanche andare.

Esempio di dieta a zona

Il miglior modo per fare qualche esempio è soltanto uno: dare uno sguardo alla dieta a zona menu. Considerate che per una dieta a zona vegetariana è sufficiente sostituire carne e pesce con alimenti di origine vegetale quali tofu, soia, seitan, noci, formaggio, uova e prodotti vari per vegetariani (in commercio si trovano ad esempio burger o polpette al 100% vegetali). Di seguito vediamo quindi qualche esempio che potete utilizzare e replicare per più giorni nell’ambito di una dieta a zona menu settimanale:

  • Colazione: frittata con due albumi e asparagi cotti in un cucchiaio di olio di oliva, oppure frullato con dentro due cucchiai di mandorle, mezza tazza di mela a fette, mezza tazza di arancia a spicchi e latte scremato.

  • Pranzo: tortilla con formaggio light accompagnata da tre fette di pomodoro, petto di tacchino alla griglia, due foglie di lattuga romana e 1/4 di avocado. In alternativa carne bianca alla griglia priva di pelle accompagnata da lattuga romana con pomodorini e salsa vinaigrette.

  • Cena: petto di pollo cotto con due cucchiai di olio di oliva, mezza cipolla e uno spicchio d’aglio tritati e accompagnato da un contorno a base di pomodori. In alternativa salmone al cartoccio con verdure al vapore o, ancora, un po’ di orzo accompagnato da carne magra e contorno di verdure al vapore.

Se preferite e ne avete tempo e voglia, sappiate che la dieta a zona vi permette anche di spaziare un po’ con il sempre valido fai da te. Se non disdegnate i fornelli potete preparare delle gustose ricette: in rete, alla chiave di ricerca “dieta a zona ricette” troverete tutto quello di cui avete bisogno, quindi numerose idee per per preparare piatti ricchi di sapore e di principi nutritivi e, dal momento in cui parliamo di fai da te, anche sicuri per quanto riguarda gli ingredienti che vi stanno dentro!

Dieta a zona: ha qualche legame con quella Mediterranea?

In molti si chiedono se la dieta zona mediterranea sia una parola priva di senso o se invece abbia una sua logica. Ci si chiede insomma se sia possibile oppure no mettere in comunicazione il regime alimentare sviluppato da Barry Sears con quello tipico nostrano, vale a dire con la dieta Mediterranea. A questo quesito risponde la Zona Mediterranea, una sorta di evoluzione della dieta a zona classica che è stato lo stesso Barry Sears a sviluppare: in questo caso parliamo di una fusione tra i due stili di alimentazione, cioè di una nuova dieta che si basa sulla potenza del cibo del Mediterraneo, ricco di elementi preziosi come gli omega 3 e i polifenoli, e che fa affidamento al tempo stesso ai meccanismi che reggono invece la dieta a zona.

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