La dieta dissociata

dieta dissociata

La dieta dissociata si basa su una teoria sviluppata da Hay, secondo cui alcuni nutrienti sarebbero in grado di rallentare il processo digestivo ed in quanto tali andrebbero ed in quanto tali andrebbero consumati nel modo giusto: il rallentamento della digestione provocato da questi nutrienti, infatti, predisporrebbe l’organismo a diversi disturbi quali ad esempio gonfiore, pesantezza, flatulenza, stitichezza e acidità.

Dieta dissociata: schema

Per sapere se la dieta dissociata sia efficace oppure no bisogna capire prima di tutto su quali basi poggia. Ebbene, la dieta dissociata poggia su quattro pilastri. Il primo è che gli alimenti acidi (come carne, pesce, formaggi e uova) non vanno mai assunti contestualmente agli alimenti alcalini (come pasta, pane e patate), per cui bisogna evitare di mangiare proteine e carboidrati nello stesso pasto. La seconda regola vuole che proteine, amidi e grassi vadano assunti in quantità ridotta, mentre i farinacei andrebbero consumati solo se in forma non raffinata, prediligendo quindi gli integrali a quelli di farina bianca.

Il terzo elemento fondante della dieta dissociata vuole che frutta e verdura abbiano un ruolo importante, ma che la loro assunzione debba avvenire lontano dai pasti. Dopo di che c’è la quarta e ultima regola che impone una pausa di 4 o 5 ore tra l’assunzione di nutrienti appartenenti a categorie diverse: secondo la teoria di Hay, l’organismo, prima di entrare in contatto con nutriente tanto diverso rispetto a quello assunto per ultimo, dovrebbe prima finire di completare il processo digestivo.

Dieta dissociata: tabella alimenti

Per capire meglio come funziona questo meccanismo delle combinazioni alimentari, vediamo di fare qualche esempio. Da questo punto di vista, il regime del dottor Hay suddivide le combinazioni alimentari in ottimali, tollerabili e da evitare.

  • Combinazioni alimentari ottimali: formaggio con ortaggi, cereali con ortaggi, legumi con ortaggi (esclusi gli amidacei), ortaggi con qualsiasi tipo di alimento purché non sia frutta, carne pesce e uova con ortaggi (fatta eccezione per gli amidacei).

  • Combinazioni alimentari tollerabili: yogurt con frutta acida, latte con pane, formaggi con pane e zucca, legumi con cereali, cereali con cibi proteici e frutta dolce, e carne pesce e uova con piccole quantità di patate.

  • Combinazioni alimentari da evitare: latte con qualsiasi alimento che non rientri nelle descrizioni precedenti, yogurt con alimenti proteici, formaggi con alimenti proteici e frutta, carne pesce e uova tra di loro e con frutta, cereali con frutta e pane, legumi con cibi proteici e frutta e ortaggi con frutta oleosa.

Questi casi si dieta dissociata esempi sono da prendere in stretta considerazione, perché questo regime alimentare si basa praticamente tutto sulle combinazioni alimentari ad hoc. Per entrare un po’ più nel merito della questione e cercare di capirci qualcosa di più, vediamo quindi come funzionano dei menu veri e propri.

Dieta dissociata: menu

La dieta dissociata fa dimagrire perché prevede un apporto calorico di appena 1000 calorie al giorno, ed è strutturata secondo la logica che abbiamo appena visto, cioè quella che tende a separare in modo netto e chiaro tra loro le varie categorie di alimenti. Ecco quindi un menu tipico che andrebbe seguito secondo la dieta del dottor Hay.

  • Colazione: il primo pasto della giornata può esser fatto o con una tazza di latte scremato con orzo solubile, o con uno yogurt m agro alla frutta accompagnato da un caffè.

  • Pranzo: per quanto riguarda il pranzo si suggerisce una piatto di pasta che non superi i 70 grammi e che venga preferibilmente alternato, durante la settimana, con del riso o dei legumi. Oltre al piatto principale, a pranzo ci si può concedere anche un contorno di verdure a scelta tra finocchi, scarola, zucchine, insalata mista, ravanelli, spinaci, funghi, indivia, cavolfiore, asparagi e sedano.

  • Spuntino: per quanto riguarda lo spuntino, durante la settimana è possibile alternare tra loro 100 grammi di kiwi, 150 grammi di ananas o ciliegie o prugne o mele, 250 grammi di fragole o pesche o nespole, 200 grammi di pere o pompelmo o arancia o albicocche

  • Cena: a cena si possono alternare quattro secondi piatti. Il primo a base di carne, quindi con una porzione di 150-200 grammi di petto o coscia di tacchino, manzo, vitello, maiale, cavallo o coniglio. Il secondo a base di formaggio, quindi o con una mozzarella da 80 grammi o con una scamorza da 90 grammi o con 150 grammi di ricotta di mucca. La terza alternativa è rappresentata dal pesce: in questo caso si suggerisce una porzione di 250 grammi di sogliole, orate, merluzzo, baccalà, spigola, pesce spada o sarago, oppure una porzione di 300 grammi di polpo, seppie o calamari.

Tutti i piatti appena elencati possono comunque essere accompagnati da un contorno a base di verdure, cotte o crude, esattamente come previsto per il pranzo. Se siete alla ricerca di ulteriori alternative perché un menu così strutturato vi sembra precario (magari perché non mangiate questo o quell’alimento), sappiate che in rete è possibile trovare diverse ricette: digitando la chiave di ricerca “dieta dissociata ricette” entrerete in contatto con tanti piatti gustosi e curiosi da poter provare in prima persona!

Dieta dissociata: funziona?

Questa teoria, come abbiamo visto, si basa su una teoria che secondo i suoi fautori funzionerebbe al 100%: secondo i sostenitori, la dieta dissociata non può non funzionare perché tiene in stretta considerazione quelli che sono dei processi fisiologici dell’organismo. Tuttavia nel calderone della dieta dissociata opinioni c’è anche altro, perché molti studiosi fanno notare come in realtà le combinazioni di alimenti previste dal dottor Hay non siano tanto ottimali se si tiene conto che gli alimenti stessi sono a loro volta una combinazione di sostanze! Per esempio, dentro i legumi troviamo tanto proteine quanto carboidrati che il nostro organismo è perfettamente in grado di digerire contemporaneamente, per cui non si troverebbe il senso di separare, ad esempio, la pasta dalla carne.

Inoltre alcune ricerche hanno dimostrato che una dieta bilanciata consente di perdere 1.3 Kg in più al mese rispetto a una dieta dissociata, a riprova di come l’eliminazione di alcune sostanze o un regime eccessivamente ferreo non siano la soluzione ai problemi: la perdita dei chili di troppo infatti non ha a che fare con la ripartizione degli alimenti nei pasti, quanto invece con una riduzione generale e ragionata delle calorie.

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